So di essere ripetitivo, probabilmente anche noioso, ma subisco violentemente, soprattutto ultimamente, il peso del dovere. Lo scrivere per me e’ una sorta di sfogo psicologico, che mi porta ad alleviare il peso, e per questo avverto la necessita’ della ripetitivita’. Mi sembra che il lavoro, senz’altro importante in un uomo ed in una donna, stia giorno per giorno diventando sempre piu’ invasivo. Non si sente dire in giro altro che aumento della produttivita’, solo che la si scarica sempre sulla forza lavoro, e mai sulle aziende, che forse potrebbero investire in produttivita’ senza spremere i lavoratori. E si parla sempre di piu’ di flessibilita’, come se i lavoratori fossero solo dei numeri, e come se la loro vita al di fuori del lavoro fosse un qualche cosa di trascurabile, senza importanza. Sono 25 anni che lavoro, e sinceramente sono stanco, perche’ non vedo altro che lavoro davanti a me, con l’unica consolazione in quei giorni che &quot;generosamente&quot; ci sono concessi e che chiamano ferie, non sempre a tua disposizione, ma spesso imposti per esigenze produttive. E’ un destino apparentemente ineluttabile, modificabile solo con scelte categoriche e soprattutto estremamente coraggiose. Il problema e’ che vivendo noi emettiamo radici invisibili, che si propagano in ogni direzione avviluppandosi a luoghi, tempi e soprattutto persone. E non e’ possibile estrarre l’enorme zolla e portarla con se nella scelta. Per cui noi continuiamo a vegetare, facendocene una ragione, invero molto superficiale, perche’ appena proviamo ad approfondire, ci rendiamo conto di quanto sia discutibile. A volte mi chiedo se si vive o si sopravvive.<br />
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6 risposte a

  1. TheSupergirl ha detto:

    … non me lo dire… che io ho appena inziato a lavorare e la situazione sta peggiorando di giorno in giorno… AIUTO!

  2. anonimo ha detto:

    In bianco e nero o a colori, la vita è quasi sempre una giungla dove s’infiltrano alcuni raggi di sole.
    Anch’io sono stanca…
    124 pensieri

  3. anonimo ha detto:

    la vita è una lotta contro il degrado. teniamo duro…

  4. Scic ha detto:

    temo che si parli di sopravvivenza nel momento in cui ci facciamo troppe domande. ma sono inevitabili. 😉

  5. Barba ha detto:

    Mi sono sempre domandato in quale senso le aziende si riferiscono ai dipendenti, siano essi operai o dirigenti, con il termine “risorse umane”. Non si capisce bene se si intende che i dipendenti sono un qualche cosa che da valore aggiunto all’impresa o se risorsa è da intendersi come “materia prima” che entra nel processo di produzione e deve avere il minor costo possibile.
    Per quanto mi riguarda io credo che questo sistema di fare azienda, dove le persone sono considerate alla stregua di materia prima, è destinato a fallire. Il discorso sarebbe molto lungo e ci sarebbero molti esempi da fare, qualcuno anche italiano. Uno per tutti, Google considera la pausa caffè non già una perdita ti tempo, ma un momento di aggregazione aziendale. Infatti davanti alla macchinetta del caffè è molto spesso si trattano, in maniera informale, i problemi di lavoro.

  6. sysjena ha detto:

    SUPERG. Pero’ l’inizio era bello……:-)
    MARYC. Allora riposiamoci…;-)))
    WHATH. Be’…anche la vita in fondo e’ degrado…..
    SCIC. Vuoi dire che gli idioti sono molto piu’ felici ? Probabile….
    BARBA. Eppure la filosofia del lavoro in italia va sempre piu’ verso una forma di sfruttamento….

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