Sono giorni che mi prende come una sensazione sgradevole nella pancia, soprattutto la mattina mentre percorro in macchina la strada che mi porta al lavoro. Certo il mio lavoro attuale non mi piace, ma isolandolo nel pensiero, non l’ho individuato come il colpevole degli effetti psico-fisici. Sono tre giorni che cerco una spiegazione, e forse non e’ una cosa sola, ma sono tante cose. Mi ritrovo a pensare a tutte le difficolta’ che si stanno affrontando, e mi chiedo se sono difficolta’ comuni in famiglie dal reddito da lavoro dipendente, o se forse potremmo rinunciare ancora ad altre cose. Mi ritrovo a pensare a questo mondo che ci propinano i media, sempre bello e scintillante, come se fosse necessita’ dimenticare la parte oscura, e necessita’ riempire gli occhi con il senso comune del bello e felice. Mi ritrovo a pensare di come gli ideali siano stati accantonati, e chi li manifesta sia etichettato come radicale, od originale. Mi ritrovo a pensare a come il rispetto sia oramai considerato un sentimento dimenticato, e la prevaricazione un modo di essere. Forse in questo momento vedo con gli occhi che ricordano, mentre dovrei guardare con quelli dimentichi. Forse dovrei annichilirmi per riposare nel nulla la mente ragionante. Ma la sensazione e’ che non sia un processo volontario, determinato dalla stanchezza. La sensazione e’ che tutt’attorno si stia cercando di annichilirmi per una volonta’ diversa. Ed e’ per questo, forse, che la mia pancia soffre. Mi ricorda di non abbassare la guardia, mi ricorda di resistere, e soprattutto di difendere il mio punto di vista.<br />
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7 risposte a

  1. TheSupergirl ha detto:

    e che non ci sono più le mezza stagioni… che le galline non fanno più le uova come una volta… e che si stava meglio quando si stava peggio…. ? :-))))

  2. ezraz ha detto:

    o.t. sorry per la latitanza!
    bacibà

  3. Velle ha detto:

    Al momento io alzo le mani…. davvero, non so più cosa pensare, non so nemmeno se i miei pensieri contro corrente sono veramente miei….

  4. Scic ha detto:

    secondo me va a momenti. o almeno lo spero.

    ps però so che non ragioni con la pancia.

  5. NYBRAS ha detto:

    “Mi ritrovo a pensare di come gli ideali siano stati accantonati, e chi li manifesta sia etichettato come radicale”
    Sottoscrivo in particolare questa frase, ma questo è (per intero) un gran bel post.

  6. sysjena ha detto:

    SUPERG. E c’era l’intervallo alla TV…elogio della lentezza….:-)))
    EZRAZ. Non devi scusarti….sono lusingatissimo di averti come frequentatrice….:-)))))))))))))
    VELLE. La purezza del pensiero e’ un bel dilemma…in fondo cominciamo ad essere influenzati fin dalla nascita…
    SCIC. Poi tanto c’e’ l’abitudine……non ci ragiono…ma sapessi come l’ascolto….;-)))
    NYB. Ma grazie !!!! :-)))) che poi radicale non e’ nemmeno una brutta parola….:-))))

  7. Barba ha detto:

    Non è vero che si stava meglio quando si stava peggio. Si stava semplicemente in un modo diverso. Anch’esso con i suoi problemi e le sue ansie. L’unica differenza, forse, è che c’erano dei punti fermi, dei riferimenti cui aggrapparsi, dei valori. Cose che oggi non riesco a vedere. E allora, tra due mondi imperfetti, quasi, quasi ….

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