Una domenica su due mia moglie va da suo padre, ad accudirlo, perche’ e’ il giorno di liberta’ della badante. Si alterna con sua sorella. Poi io ed i ragazzi la raggiungiamo verso le 12 e pranziamo tutti assieme. Verso le 14 noi torniamo a casa, mentre lei rimane fino alle 18-19. Ogni volta e’ piu’ straziante della precedente. Lui ha compiuto 87 anni, ma nel giro di un paio di anni e’ passato dall’essere perfettamente attivo ad uno stato fisico che vederlo e ricordarlo strazia il cuore. Fino a due anni fa guidava, curava l’enorme orto, tagliava la legna, aggiustava qualunque cosa, e lo faceva con una energia invidiabile. Ora invece non sta in piedi se non sostenuto, fa dei passettini minuscoli, ed e’ dimagrito; soprattutto gli sono spariti i muscoli. Aveva due gambe incredibili, muscolose e saldissime. Ora ha due gambette di una magrezza impressionante. ieri l’abbiamo accompagnato in bagno, e poi verso il letto. A mezza strada c’era il luogo dove riporre alcune &quot;parti di lui&quot;. Si e’ tolto l’apparecchio acustico di destra, poi quello di sinistra, i denti di sopra e poi quelli di sotto. E nello sguardo la comprensione di tutto questo, il dolore misto alla vergogna. Io mi sono sentito strappare dentro, e’ difficile spiegarlo, ma forse chi ha vissuto cose del genere capisce di cosa parlo. Non so piu’ cosa desiderare per lui, perche’ non so se voglia ancora vivere cosi’, o se il mio vedere e’ determinato dalla pieta’ , che si insinua squallidamente in me inquinando il pensiero. Vi garantisco che il dolore e’ violento, ma nel contempo mi chiedo se giunti a quel punto non scatti in noi quell’istinto animale che ci porta a conservarci in vita il piu’ possibile. Lo guardo e vedo la rassegnazione nei suoi occhi appannati, eppure c’e’ anche talvolta un lampo di orgogliosa resistenza, come se si aggrappasse ad ogni attimo per succhiarlo fino ad appropriarsene completamente. Per questo ho deciso di non provare a chiedermi quale sarebbe il mio atteggiamento nei suoi panni. Perche’ penso che non si possa esprimere una volonta’ fino al momento in cui non ci si ritrova a vivere la situazione. Sono dolorosamente confuso.<br />

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7 risposte a

  1. metallicafisica ha detto:

    Resistere sembra diventare un dovere, una sfida contro il nulla, per molti .

    Chi guarda da fuori non credo possa capire quella volontà*

  2. Barba ha detto:

    Caro Andrea, io ho mia madre che a San Valentino compirà 93 anni. Anche mia madre fino ad un paio d’anno fà era completamente autosufficiente. Ora ha bisogno di molte cure. Ha grossi problemi di cuore, cammina poco e lentamente. Talvolta ti accorgi che non c’è con la mente, altre volte sembra perfettamente lucida. Lei vive con noi. La cosa che mi ha fatto più impressione è che qui è più apatica ma quando siamo scesi nel veronese ed ha potuto uscire in giardino sembrava rinata e non voleva più tornare a casa. Probabilmente sono le origini contadine che riemergono.Tra qualche giorno torniamo.

  3. qualquna ha detto:

    molto amaro il tuo racconto,
    la vecchiaia come una candela ,
    pian piano si spenge, sempre piu’ piccola e debole la fiamma,
    e vederla a “sparire” nel nulla,
    la vita ,
    è molto doloroso, spaventoso,
    io penso per me!!, quando sentirò non va piu’, e vedrò gli squardi “traditori”, che la mia parvenza è penosa,
    io non vivrò oltre….
    un caro saluto e
    grazie al tuo bel commento!!!

  4. ioEilidh ha detto:

    Io per il mio lavoro (ospedale) ho sempre vissuto a contatto con queste situazioni e ti assicuro che il carico di tristezza che ne deriva a lungo andare ti consuma dentro…
    Quando poi tocca le persone care è
    insopportabile, però penso anche che sentire intorno a se il calore dell’affetto sia una grande cosa,
    vedere i propri cari che si prendono cura di te aiuta certamente a sopportare il declino.
    Ciao Andrea, grazie del passaggio.

  5. sysjena ha detto:

    SAB. Eppure c’e’ anche chi molla….
    BARBA. Non mi piace l’idea di invecchiare…per niente…e da sempre…
    QUALQUNA. Bisogna avere la lucidita’ per poter decidere per noi stessi…speriamo di averla sempre….
    ioEilidh. Bisogna tenere lontani i ricordi, quando le sinergie erano ben diverse, perche’ altrimenti e’ uno strazio senza fine….

  6. Scic ha detto:

    già. sono situazioni difficili da giudicare. bisogna viverle sulla propria pelle. è un problema che inevitabilmente affronteremo.

  7. giarina ha detto:

    quante volte ho visto ormai questo passaggio graduale dall’essere al non esserpiù!
    un abbraccio ad entrambi.

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