<font color=”#ff0000″><strong>DELIRIO DEL VENERDI</strong></font><br />
Chiudo gli occhi, unisco le mani a livello del polso, facendoli combaciare, creo una specie di conca su cui appoggio il mento, il viso abbracciato dalle mani, le dita che giocano con i lobi delle orecchie. Ho una percezione di me, piu’ perche’ ci penso, che non per il fatto che io non mi tocchi. Anzi, penso di sfiorarmi spesso, a volte mi accarezzo inconsapevole, altre perche’ lo voglio, altre perche’ ricerco un piacere che non puo’ essere raccontato, non per pudore, ma per il fatto che e’ talmente avviluppato alla mia anima da perdere significato con le parole. Quando voglio mi sento, e riesco a chiedere al mio corpo determinate cose, come smettere il singhiozzo, od isolare un pensiero malvagio che mi ha intorpidito i muscoli. Mi ricordo che feci un corso di training autogeno, che fu una esperienza incredibile. Probabilmente e’ da allora che la consapevolezza del mio lato fisico e’ aumentata a dismisura, al punto che le interazioni con il lato emotivo sono diventate autentiche sinfonie, ed a volte requiem strazianti. Mi spaventa il disfacimento, piu’ della morte, perche’ se ne e’ maledettamente consapevoli, mentre di lei, della signora nera con la falce, e’ solo un problema di attesa,come diceva Epicuro, &quot;la morte, non &egrave; nulla per noi, perch&eacute; quando ci siamo noi non c&rsquo;&egrave; la morte, quando c&rsquo;&egrave; la morte noi non siamo pi&uacute; &quot;. Mi riaccarezzo il viso, logicamente prima di scrivere, e forse dopo. Ci sono, sono qui, un’ipotesi per molti, una certezza per pochi. Potrei essere un calcolatore evoluto che cerca disperatamente di far credere e credere di essere umano, o forse un’idea folle che si materializza per non si sa quale miracolo. O semplicemente sono un ammasso di materia organica cha suppone di essere senziente e di conseguenza pensante, e che sente il bisogno di giustificare a se stesso l’idea del tempo che passa e che consuma. Forse e’ meglio che mi riaccarezzi un po’.<br />
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<img align=”cssCenter” alt=”” style=”margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;” src=”https://sysjena.files.wordpress.com/2009/09/beautifulhandsemikagawapianist.jpg&#8221; />

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5 risposte a

  1. Scic ha detto:

    Accarezzarsi. Il modo migliore per provare la propria esistenza.

  2. ezraz ha detto:

    … se prima ci fai un’applicazione di paraffina, alle mani, funziona ancora meglio.
    bacibà

  3. timeline ha detto:

    …accarezzarsi, per non perdere mai contatto di sè…

    buonadomenica
    Blue

  4. sysjena ha detto:

    SCIC. Gia’….a volte dobbiamo farlo da soli…:-))
    EZRAZ. Ho paura di essere allergico alla paraffina….;-)))
    BLUE. Ti confesso che a volte vorrei perdere contatto da me….;-)))))***
    Buona settimana….

  5. Scic ha detto:

    già. inevitabilmente. 🙂

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