Inizio settimana abbastanza complicato. E’ morto il padre della mia collega d’ufficio, e non so se dire per fortuna, il lavoro e’ molto pressante. Cosi’, almeno per il momento, mi astengo dal pensare. Il mio cuore adesso e’ la’ con lei, la mia mente ha deciso l’astensione da qualunque pensiero profondo, ed io mi affido ai meccanismi oliati del mio sopravvivere. <br />
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4 risposte a

  1. Scic ha detto:

    bravo. giusto così.

  2. qualquna ha detto:

    triste per sentire di parlare della morte,
    mi dispiace per la tua collega,
    un abbraccio confortante, anche se non la conosco!
    un salutone a te!

  3. timeline ha detto:

    Noi non siamo che bocca. Chi canta il cuore lontano
    che abita il centro delle cose, intatto?
    In noi il suo grande battito è diviso
    in brevi battiti. E il suo gran dolore
    come il suo grande giubilo, è per noi troppo grande.
    Così, sempre più scissi,
    noi non siamo che bocca. Ma improvviso, segreto,
    irrompe in noi il gran battito del cuore,
    ci strappa un urlo – e allora
    siamo sostanza, volto e metamorfosi.

    Rainer Maria Rilke

  4. sysjena ha detto:

    SCIC. 🙂
    QUALQUNA. Grazie Klara…:-)))
    BLUE. Se ascolti e guardi non puoi che essere metamorfosi continua…:-)))***

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