Un vago ricordo, che tutto il tempo che consumiamo lo buttiamo alle spalle, e dei giorni nostri cerchiamo di sintetizzare questa vaghezza. La consapevolezza troppo viva dei giorni nostri puo' risultare dolorosa, quando la quotidianita' riprende il sopravvento e passa all'incasso. Nelle fibre e nel sangue rimane solo quel calore arcaico che la primavera stimola. Stimolo di una vitalita' confortante, al punto che ne coccolo la sensazione e fatico a contenerla. Mi esce dallo sguardo, ma probabilmente non tutti l'intendono.<img alt=”” src=”https://sysjena.files.wordpress.com/2010/04/gemme2.jpg&#8221; style=”width: 500px; height: 397px; margin: 0pt auto 10px; display: block; text-align: center;” />

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5 risposte a

  1. mezzastrega ha detto:

    guardare negli occhi e vedere veramente, non è cosa da tutti

  2. Scic ha detto:

    mestamente profumato di primavera

  3. anonimo ha detto:

    Amen!*

  4. sysjena ha detto:

    1/2STRE. Dipende anche se si vuol mostrare…;-)))SCIC. E' il lavoro che genera mestizia…;-)))Anon. Vai in pace….:-)

  5. ioEilidh ha detto:

    Credo che rispondiamo in automatico a questi stimoli della vita cherinasce prepotente.Anche se pure questa è in fondo una "quotidianità" è bella da vivere,dentro e fuori di noi.

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