<span style=”color: rgb(255, 255, 0);”><strong>DELIRIO DEL VENERDI</strong></span><br />La radio in sottofondo, parte un pezzo, &quot;Louisiana 1927&quot;, e senti quello sfrigolio tipico di un disco in vinile, e ti senti sommergere da una infinita' di ricordi. Si vacilla, perche' questi spingono per la precedenza, che se ti guardassero li vedrebbero uscire dagli occhi. Sono tanti, legati allo sfrigolio del vinile, ma altrettanti che con il vinile non c'entrano niente, pretendono di partecipare alla commemorazione, per affinita' elettiva dicono, che sono ricordi in bianco e nero, dell'epoca. Gli faccio notare che per me il vinile, quello importante a 33 giri, e' venuto nel tempo del colore, ma loro, i ricordi in bianco e nero, ribattono che anche io, come molti, possedevo un mangiadischi, arancione era il mio, e quelli erano tempi di bianco e nero. E cosi' ecco che il mangiadischi arancione me lo portano i ricordi in bianco e nero, e mi rendo conto che cosi' non se ne esce, perche' il mangiadischi, improvvisamente, si porta con se dei vecchi 45, &quot;il ballo del mattone&quot; ed i miei 6 anni, e Fred Buscaglione, che a sua volta si porta dietro i miei nonni, che era loro quel disco, con il centro, quello dove scrivevano i dati, color granata. Non posso fare altro che chiudere la diga dei ricordi, che mi sento quasi come un Vajont. Piu' passano gli anni, e piu' le cordate dei ricordi sono imponenti, e piu' si mescolano tra loro, per le affinita'. Non e' piu' un viaggio semplicemente a ritroso, ma diventa un disperato saltare avanti ed indietro. E poi rimane quella sensazione strana, come di risacca, di bassa marea, con la spiaggia piena di ciottoli, conchiglie, pezzi di legno, di alghe, con qualche granchio morto. Ma anche con qualche pesciolino argentato vivo, sorpreso dal ritiro del mare, che con amore prendi e rimetti in acqua.<br /><br /><img alt=”” src=”https://sysjena.files.wordpress.com/2010/04/oyster-at-low-tide.jpg&#8221; style=”width: 500px; height: 371px; margin: 0pt auto 10px; display: block; text-align: center;” /><br />

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8 risposte a

  1. mezzastrega ha detto:

    cavolidescrivi benissimo la sensazione dei ricordi… le maree…chiudo le paratiebuon fine settimana

  2. qualquna ha detto:

    bello come spieghi alla fine la tua sensazionesermpre piu' bravo a scrivere!!!!!un caro salutoserena fine settimana!

  3. biondograno ha detto:

    ..ma non la chiamerei malinconia…un abbraccio..buon we..m.

  4. Morfea77 ha detto:

    conosco e riconosco quella sensazione*

  5. Scic ha detto:

    in questo 'post' ci sono anch'io.

  6. Barba ha detto:

    Certo non bisogna vivere di ricordi ma, cribbio, sono così belli e danno una sensazione di tepore che pervade il cuore

  7. timeline ha detto:

    …è quello stare dentro il tempo, sapendo che il tempo ha tracciato solchi indelebili e che basta un fruscio sulla pelle per ritornare là.buonprimomaggio :)*Blue

  8. sysjena ha detto:

    1/2STRE. In fondo siamo figli del mare…buona settimana…:-))QUALQUNA. Ma grazie…:-)))) Buona settimana….MONI. Forse non malinconia…ma consapevolezza dell'andato, del consumato… si. Un abbraccio…buona settimana…:-)**MORFEA77. In fondo noi siamo fatti di ricordi e di sogni….cos'altro…?? :-)SCIC. Avevi anche tu un mangiadischi…?? ;-)))))BARBA. Il ricordo e' la valorizzazione del tempo che abbiamo consumato, l'idea che non lo si sia completamente sprecato…:-))BLUE. A volte si vorrebbe rimanerci…..la'….:-)*****

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