<span style=”font-family: verdana;”>PROGETTO</span><br />&nbsp;<br /><span style=”font-family: verdana;”>Abito un'idea, o forse un progetto,</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>un sogno trasformato,</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>galleggiante li' dal cuore,</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>affogante li' nel cervello,</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>in ipossia nei polmoni.</span><br />&nbsp;<br /><span style=”font-family: verdana;”>Trasposizioni corporee di un fatto impalpabile,</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>che trafigge la mente ad ondate,</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>o forse sono accartocciamenti,</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>per contenere le sensazioni,</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>per mescolare le paure.</span><br />&nbsp;<br /><span style=”font-family: verdana;”>Abito un'idea, o forse un progetto,</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>e tutto sembra complicarsi,</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>anche il semplice fluire.</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>come se strozzature di vetro</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>rallentassero un moto gia' lento.</span><br />&nbsp;<br /><span style=”font-family: verdana;”>Nomi si accavallano nella mente,</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>come figurine che si coprono l'un l'altra,</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>e spingono per una precedenza,</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>che appare cosa effimera</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>od assolutamente inesistente.</span><br />&nbsp;<br /><span style=”font-family: verdana;”>Prendo il vento tra le mani,</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>afferro il destino con i denti,</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>e tutto sembra bruciare nella pancia,</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>mentre mi siedo ed attendo,</span><br /><span style=”font-family: verdana;”>attendo che il tempo riparta.</span><br />&nbsp;<br /><span style=”font-family: verdana;”>&nbsp;30/05/2007<br /><br /><img alt=”” src=”https://sysjena.files.wordpress.com/2010/09/it-failure-blame-your-ceo.jpg&#8221; style=”width: 425px; height: 449px; margin: 0pt auto 10px; display: block; text-align: center;” /></span><br /><br />

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4 risposte a

  1. qwe ha detto:

    ci sono momenti di stasi che preludono a viaggi lontanissimi…il primo slancio fa paura… chiudere gli occhi e andare o attendere ancora un po' col cuore in gola?

  2. biondograno ha detto:

    ..chissà se è nella paura che viviamo il nostro miglior tempo d'attese…ti stringo..m.

  3. timeline ha detto:

    attesenel mosso bagnato di sale:*Blue

  4. sysjena ha detto:

    QWE. La prudenza e' sintomo di insicurezza o di raziocinio ? La novita' fa paura perche' e' sconosciuta o fa paura perche' potrebbe deludere ? Io sono uno che anelo le novita', ma che ne sono sempre impaurito…:-)**MONIC. Non penso…la paura un po' sporca…un po' scolora…BLUE. Era una attesa paragonabile a quella di adesso, anche se forse l'esperienza mitiga il timore….:-)**

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