Si ricomincia, sul serio. In tutti i campi. Il pensiero &egrave; stato fino ad ora esiliato lontano dalla coscienza, perch&egrave; l'elucubrazione sul destino di chi deve lavorare per vivere porta spesso, almeno per quello che mi riguarda, ad una profonda malinconica rassegnazione. Tra l'altro non sembra che vogliano renderci l'obbligo pi&ugrave; agevole, anzi, meditano di prolungare la nostra sofferenza. Ci rimane il tempo nostro, quello che nessuno pu&ograve; toglierci, almeno per il momento. Peccato che si assottigli senza speranza, sia in termini assoluti che relativi. Vabb&egrave;, cosa possiamo fare ? Vivere pienamente ? Fosse facile…..<br />
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8 risposte a

  1. qualquna ha detto:

    vivere pienamente, comprende anche il lavoro, ferie e tutto quanto, non comprende l'ozio, solitudine, indifferenza..
    grazie al tuo passaggio
    buon inizio di settimana , magari un pò più fresco

  2. anonimo ha detto:

    teniamocelo caro il tempo nostro

    chè sta diventando prezioso

    vogliono sfiancarci
    ma noi resisteremo

    sempre

    comunque

    :*

    Blue

  3. ioEilidh ha detto:

    Nonostante tutto a me piace il mio lavoro, anche se fanno di tutto per renderlo difficile, se le ingiustizie le la corruzione , anche spicciola, ti lascianola bocca amara, se tornassi indietro lo  risceglierei comunque.
    Allora viviamolo alla grande questo "tempo nostro", è una delle poche ricchezze che ci è rimasta ( almeno pe ora)
    Un abbraccio e buona giornata

  4. sysjena ha detto:

    QUALQUNA. Sarò eccessivo, ma io farei senza il lavoro, se potessi permettermelo….:-)))
    BLUE. La resistenza è sempre meno di moda, purtroppo…:-)))**
    IOE. Hai una grande fortuna. A me piaceva fino ad una decina di anni fa, poi ho cambiato, e non è più stata la stessa cosa. Ora è solo un peso, un ingombro, una limitazione. :-))**

  5. Barba ha detto:

    Dopo 37 anni di lavoro me ne sono andato sbattendo la porta. Eppure il mio lavoro mi piaceva ma non sopportavo più il modo in cui me lo facevano fare. Quando sono andato in pensione più d'uno mi ha domandato, quasi preoccupato: "….ma che farai…?". Ho sempre risposto due cose: "il cazzeggio è un'arte" e "finalmente avrò il tempo da dedicare a tutte le cose che mi sarebbe piaciuto di fare anche prima ma che il lavoro mi impediva di fare".

  6. ipsediggy ha detto:

    l'elucubrazione sul destino di chi deve lavorare per vivere porta spesso ad una profonda malinconica rassegnazione

    come se l'avessi scritto io..

  7. mezzastrega ha detto:

    mh… presto si renderà necessario fare due lavori per sopravvivere e di tempo nostro non ce ne sarà più..
    Ho troppo tempo di lavoro davanti e sempre più disillusione e disamoramento per guardare con serenità al tempo…

  8. sysjena ha detto:

    BARBA. Sono sulla tua lunghezza d'onda….:-)))
    IPSE. E' che la vita, almeno la mia, è spesso infarcita di malinconiche rassegnazioni, il che cozza con l'animo vagamente rivoluzionario. :-)))
    1/2STRE. Penso che solo chi non pensa possa guardare con serenità al tempo…almeno secondo me…:-))))

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