Piccoli grandi lutti

Cominciamo con i morti? Oddio, detta così potrebbe sembrare mancare di rispetto, ma è solo un tentativo di affermare che la morte fa parte della vita. Se n’è andato Irmo, forse qualche d’uno di voi se lo ricorderà. Era il papà di mia moglie, ed una specie di secondo papà per me. Sapete che ho sempre avuto un rapporto d’amore con i miei “suoceri”. Almeno si è risparmiato l’ultimo terremoto. Si è spento in ospedale davanti a mia moglie, che così ha subito l’onta di vedere spirare entrambi i suoi genitori. La vita con gli anni invece di semplificarsi si complica, perchè la gente attorno a noi se ne va con una frequenza esponenziale. Poi se n’è andato Pallino. Non riesco neppure a ricordarmi quando, forse a settembre. Per chi non lo sa Pallino era il gatto storico. Più di 13 anni, un’intelligenza felina decisamente superiore alla media, ma soprattutto una presenza quotidiana nella casa. La casa era fatta anche di lui ed era anche sua. Probabilmente l’ha urtato mia moglie in retromarcia, il che è molto strano, visto che era sempre stato un gatto molto attento e prudente. Poi l’ha trovato Miki dentro, perchè era tornato in casa per morire. Vabbè.
C’è stata anche una meteora a nome Tappete. E’ comparso all’improvviso in giardino la scorsa primavera, questo coniglio nano bianco e nero, e si è stabilito da noi, anche se non ho mai capito dove dormisse. Ma era straordinario vederlo nel prato intento a mangiare, perchè faceva soprattutto quello in quello che doveva apparirgli come un eden. Schivo ma non troppo, qualche volta si è lasciato sfiorare. Poi si è aperta la caccia, ed un giorno è sparito. Supponiamo che abbia incontrato un cane, anche se noi abitiamo in zona di riserva. Ma basta attraversare la strada bianca e di là è zona di caccia. Dentro di me una piccola speranza arde, forse più una grande illusione. Chissà che non ricompaia. Ecco, tutto qui, e forse fin troppo. Ma ci sta.

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10 risposte a Piccoli grandi lutti

  1. ezraz751 ha detto:

    è vero, la morte fa parte della vita, ma abituarsi a queste “assenze” non è mai facile!

  2. Paolopaoli ha detto:

    almeno per tappete c’è sempre la speranza che un giorno possa tornare. speriamo. be’ se lo vedo al BARCINNO ti avviso.

  3. Cassiopea ha detto:

    non riesco ancora a pensare che la morte faccia parte della vita… di solito se una morte non mi tocca da vicino tendo ad ignorarla… se la ignoro non è successa… ma ultimamente devo fare i conti con una lenta agonia, la guardo in faccia tutti i giorni… ignorerò che prima o poi dovrò incontrarla… la allontano col pensiero…
    mi spiace per tua moglie…

    oh lo sai? esistono animali che vanno in letargo!!!! vero ti dico!!!

  4. barbaincampagna ha detto:

    Triboliamo a vivere ma molto spesso triboliamo ancor più per morire. Mia madre ha 97 anni suonati. Negli ultimi mesi il declino è sempre più evidente e marcato. Ormai non si alza più dal letto. Anche se non ha dolore non ha più forze che la sorreggano, Talvolta neppure riesce a collocarci al giusto posto o non ci riconosce per poi tornare ad uno sprazzo di lucidità. Eppure non cede. Probabilmente si spegnerà come una candela. Ma è vita? La vita è speranza, è futuro. Nei pochi momenti di lucidità Lei sicuramente sà di non avere prospettive e vorrebbe morire “per non esser di peso” (come di lei). Bisogna avere fede, ed io non ne ho molta, per comprendere il disegno di Dio. Muoiono tanti giovani che potrebbero avere un futuro davanti e Lei rimane qui, a logorarsi lentamente. Belle morte quella di mio padre, un infarto e via, in poche ore. Ma alla morte non si comanda.

  5. sysjena ha detto:

    ..in fondo è l’unica certezza della nostra vita….

  6. eilidh ha detto:

    Anche io di lutti in questi ultimi tempi ne so qualcosa e continuare a ripetermi che la morte fa parte della vita, che è un evento “fisiologico” non mi consola…
    Un abbraccio

    • sysjena ha detto:

      …non penso sia consolatorio…solo che davanti all’ineluttabile si può ammiccare…anche se il tempo non sempre è generoso.
      Un abbarccio

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