Delirio del Venerdi

DELIRIO DEL VENERDI
Abbiamo bisogno di cose di cui parlare. Del tempo, per esempio, che i sei gradi di stamattina sono un argomento che accomuna. Poi c’è chi parla troppo e chi parla poco. Mi impressiona questo desiderio forte di comunicare. Gente che passa ore con il cellulare all’orecchio. La stessa presa di potere di Facebook, questo desiderio di esserci, di farsi sentire, di sentire. Forse io non sono riuscito ad evolvermi. Eppure un mio caposaldo è un’affermazione, una sorta di aforisma, che penso possa rappresentarmi meravigliosamente e che mi è venuta in mente qualche anno fa. “Mi sarebbe piaciuto nascere nel futuro, ma in qualunque futuro fossi nato, avrei fatto la stessa affermazione“. Allora sono contraddittorio oppure il mio principio di evoluzione è diverso da quello di molti? Ho sempre adorato la tecnologia, ho vissuto nell’informatica, anche se adesso pur rimanendo nel settore faccio altro. Eppure questo bisogno di comunicare non mi è entrato così profondamente. Ho un blog, è vero, e delle corrispondenze via email, ma le persone con cui mi interfaccio sono poche, e mi bastano, nel senso buono del termine. E’ altrettanto vero che sono un orso, che se va su una spiaggia preferisce appartarsi piuttosto che immergersi nel carnaio. Forse c’entra l’infanzia. Ai miei tempi si salutava la mamma quando si scendeva in cortile, e ci si rimetteva in contatto quando si avvertiva un forte ma dolce richiamo dal balcone. Eppure molti miei coetanei sono presi da questa ansia comunicativa, ed hanno vissuto infanzie simili. Ed allora? Io mica sono sicuro di essere dalla parte della ragione, se esiste una ragione in questo caso. Però sto bene così, non sento particolari necessità di ampliare il mio bacino comunicativo. E nel contempo non rigetto assolutamente voci ed incontri nuovi. Forse semplicemente penso che tra pochi, tutti possano avere la possibilità di esprimere il loro essere, essere che tra molti tende a diluirsi e non sempre ad uscire. Comunque ho aumentato la mia comunicatività via cellulare. La mia spesa è attualmente di 3 euro al mese, niente male vero?

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9 risposte a Delirio del Venerdi

  1. egle spano' ha detto:

    Ho avuto un infanzia e un’ adolescenza in cui la condivisione era fondata sul “fare delle cose insieme”. La presenza fisica era determinante. e poi il resto si sviluppava nell’immaginazione di cio’ che avevamo vissuto.

    Mi sembra che ci sia, consapevole o meno , l’assenza di un bisogno di ricerca di conoscenza approfondita del tutto, anche delle persone e questo è forse correlato ad una scelta che è spinta , dalla tecnologia, dalla velocità e dalle innumerevoli possibilità di moltiplicare i contatti, aumentando le possibilità di essere ovunque e perdendo , forse quella di creare qualcosa di forte e solido .
    ciao

    • sysjena ha detto:

      Ciao Egle.
      Suppongo anche io che attualmente comandi una forma di superficialità di base, in cui è un attimo gettare via ed un attimo prendere. Forse perchè la moltitudine non può creare legami forti, o se li crea sono una eccezione nella moltitudine effimera. Lungi da me esprimere giudizi, ma questa filosofia “del contatto” è molto lontana da me. Può darsi che io sia, in questo, fuori tempo, o fuori luogo. Ma la cosa non mi sconvolge poi tanto. 🙂

  2. sisempre ha detto:

    ahahahah delizioso questo post
    si si mi ci rifletto in questo tuo “comunicato”
    a volte sembra che il voler ampliare la propria vetrina di contatti sia un tentativo estremo di ricerca del se .. da qualche parte arriverà un riflesso?
    mah … non so quanto l’allargamento verso l’esterno sia proficuo o forse lo è se si riesca anche ad aumentare la propria capaictà di accoglienza dei raggi riflessi
    buona settimana, a venerdì prossimo
    anna

    • sysjena ha detto:

      …io penso che se non si è in grado di dedicare tempo a tutti, è molto meglio dedicarlo a pochi. Preferisco le biblioteche alle vetrine. 😉

  3. Paolopaoli ha detto:

    io ho tutti i ‘nuovi’ mezzi di comunicazione. ma li uso poco.

  4. sysjena ha detto:

    ..pensa che in tempi non sospetti io fui molto lungimirante sul wireless, ma come sempre inascoltato…penso che sia una tecnologia fantastica….ma ho sempre visto il lato pratico della cosa…e comunque ci sentiamo qui….anche senza wireless… 🙂

  5. ezraz751 ha detto:

    sono stata un’antesignana del computer per facilitare il lavoro, ma anche l’ultima a dotarmi di cellulare… oggi ho tutto il possibile, smartphone, tablet, portatile e fisso, e sono anche su facebook e su un paio di network di foto, ma quanto a comunicare -salvo che coi nipoti adolescenti- uso ancora i mezzi tradizionali e ritengo siano ancora i più efficaci -se si tiene a una relazione-.

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