Delirio del Venerdi

DELIRIO DEL VENERDI
Attendere. Che cosa? Forse un lampo, una luce, una freccia che mi suggerisca un percorso. Eppure questa è un’attesa che non mi lascia strascichi sensoriali. E’ una attesa avvolta dal nulla, da una sorta di bambagia che annichilisce qualunque aspettativa. Cos’è allora? Un ossimoro? Aspettare senza aspettative può essere uno stato razionale dell’anima? Perchè l’attendere è tipicamente uno stato dell’anima. Certo lo si può raffigurare come una persona sotto un lampione che spazientita guarda di continuo l’orologio. Ma è anche semplicemente una stasi che non ambisce a niente, ma semplicemente sta, e che ha vagamente l’impressione che qualche cosa possa accadere. Nella mia esistenza ho sperimentato attese così pregne di sensazioni e vita, che hanno superato il fatto stesso. Attese che mi hanno nutrito più del compiersi. Si, ne ho nostalgia, perchè talvolta ho bisogno di traboccare, di estendermi oltre i miei confini. Adesso mi sento un po’ come un buco nero, concentrato, piccolo, denso, ma in fondo poco raffigurabile. Ho l’idea che sia un transito, perchè non esistono stati infiniti se non l’inesistenza. Ed in questo mio momento in cui tutto mi pare attutito, flebile, ascolto il sussurrio leggero del mio cuore che batte timidamente, come per non disturbare la quiete che mi avvolge. In questo periodo sono, ma probabilmente non mi vedo e non mi vedono. Chissà che in un momento io appaia con il fulgore di una supernova. Una morte luminosa è pur sempre preferibile ad una vita nel buio assoluto. Però adesso che ci penso, una supernova…..una morte eclatante, a cosa serve? Penso che opterò per le quasar…che mi sentano almeno, e che mi vedano contemporaneamente. Bene. La mia prossima ambizione è essere una quasar.

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12 risposte a Delirio del Venerdi

  1. blue ha detto:

    nelle mie lunghe attese ho imparato ad ascoltare
    ho sempre pesto che in ogni attesa si nasconda qualcosa che dobbiamo capire
    e non necessariamente ciò avviene subito, nell’immediato…anzi…
    a volte la frustrazione è altissima perchè si vive dentro una paralisi quasi fisica
    ci vuole molta pazienza, molta calma e molto autocontrollo…[non che io sia capace di tutto questo, sappilo 🙂 ]

    mi esercito molto
    a piccoli passi
    a volte riesco e colgo segnali che mi guidano

    del resto, non siamo in continuo divenire ??????!!!!!!!

    🙂

    • sysjena ha detto:

      …non vorrei rimanere in attesa di capire per il resto della mia vita… 🙂
      ..ed il divenire, piacevole per l’anima, un po’ meno per il fisico….. 🙂
      …forse dovrei riattivare la circolazione… 😉

  2. blue ha detto:

    OPS: errata corrige: “ho sempre pensato”

  3. ezraz751 ha detto:

    e vada per la quasar, ma per ora resta qui a illuminare i nostri Venerdì!!!

  4. eilidh ha detto:

    Ma ti vediamo, ti vediamo altrochè… altrimenti non saremmo quì a condividere i tuoi deliri…
    p.s. sei un dissacratore (mi riferisco al tuo commento ;-))) un abbraccio.

  5. sisempre ha detto:

    ma si … viviamoci con gusto le attese, che almeno le possimo riempire di aspettative personalizzate, mi vuoi mettere una sana e gustosa attesa, come dice blu, in continuo divenire, denso di possibilità ed inversioni di passo, rispetto alla staticità dell’evento, ognimodo unico ed irripetibile.
    Quasar dici? … mmmm si si …
    mi siedo ed aspetto, prenditi tempo però … che ora che ho iniziato a godermi questi venerdì ho di che riempire piacevolmente l’attesa

    buon fine settimana
    🙂

  6. Paolopaoli ha detto:

    una morte tranquilla. così non ne parlano al telegiornale

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