Delirio del venerdi

DELIRIO DEL VENERDI
Guardo i frassini che stanno crescendo in piena terra, dove li ho piantati due anni fa. E ricordo le mie mani piene di semi, quando li ho raccolti sotto il genitore, e li ho piantati in piccoli vasetti colmi di terra. Sono robusti i frassini, senz’altro più degli aceri, o di alcuni tipi di aceri. Meno degli olmi. Quelli crescono dappertutto e così velocemente che se non stai attento, nel giro di tre anni ti trovi già un bell’albero oltre i cinque metri. Però muoiono all’improvviso, senza fornire sintomi, perchè le loro malattie sono subdole. Per gli aceri ricci e palmati è difficile superare l’infanzia. La loro mortalità è altissima, e solo pochi diventano alberi. Ma non si lamentano, perchè sanno che probabilmente se non fossero stati raccolti come semi, questi si sarebbero seccati o sarebbero marciti, o nel caso più fortunato, tagliati da una lama appena nati. E così si accontentano anche di pochi mesi di vita, o di qualche anno, curati amorevolmente. Chi mi legge da tempo sa che adoro piantare i semi degli alberi, più dei semi di qualunque altra specie vegetale. Certo rimango ancora affascinato dalla vitalità delle piante nell’orto, ma gli alberi, gli alberi sono proprio un’altra cosa. Sono un po’ come dei figli, da curare quando si ammalano, da confortare quando soffrono, ma che accettano, diversamente dai figli, tutto senza fiatare. E soprattutto non escono di sera….sono già fuori. E trovo confortante che alcuni di quegli alberi mi sopravviveranno come, spero, i miei figli. Dicono che i gatti di tre colori sono sicuramente femmine. Lo dico anche io perchè non mi è mai capitato di trovare un tricolore maschio, e di gatti ne ho maneggiati tantissimi, soprattutto appena nati per determinarne il sesso (hanno sempre affidato a me questa incombenza, ed io non ho mai capito cosa ci sia di così difficile). Cosa c’entrano i gatti con gli alberi? Bè….cosa vi aspettate da un delirio….coerenza assoluta?

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14 risposte a Delirio del venerdi

  1. ezraz751 ha detto:

    recentemente ho piantato un acero giapponese sul terrazzo -per rimpiazzare nel mio cuore quello di 80 anni che è stato schiantato dalla caduta di un’acacia vicina- ora è piccolo e tenerello e bisognerà vedere come reagisce clima di Milano ma ho fiducia!

    • sysjena ha detto:

      …mi ricordo di mervigliosi aceri giapponesi nella sede dell’IBM in viale Fulvio Testi (era quella vecchia, suppongo, la sede). Io adoro gli aceri, direi senza ombra di dubbio che sono i miei alberi preferiti (e la bandiera del canada lo è tra le bandiere…) 🙂

  2. eilidh ha detto:

    Anche io amo le piante e soprattutto gli alberi, quasi (e, purtroppo, a volte più delle persone), vederli tagliare, quando hanno tanto faticato per avvicinarsi al cielo, mi fa star male.
    Tempo fa un condomino stupido ha preteso il taglio di un abete che ,messo a terra dopo un natale, era diventato bellissimo, la cosa mi ha fatto soffrire davvero, ancora guardo il tronco tagliato…
    Buon fine settimana, un abbraccio

    • sysjena ha detto:

      …ogni tanto va fatto…purtroppo…ho il cuore che ancora sanguina da quando qualche settimana fa ho dovuto tagliare con la motosega un ippocastano dal mio verde…piccolino..ma aveva almeno 20 anni. Malato dalla nascita…..e sofferente sempre…
      Un abbraccio a te…. 🙂

  3. Francesca ha detto:

    In quella crescita lenta degli alberi ci sta, a mio avviso, una precisa filosofia di vita: la lentezza è foriera di profondità, di riflessione. Non che queste due non ci possano essere nella velocità dell’intuito e del pensiero, certo. Ma vuoi mettere la “fatica” del soffermarsi sui singoli dettagli? Credo che dia molta più “soddisfazione” rispetto alla fatica 🙂
    Relativamente vicino al luogo dove vivo ci sta una bellissima foresta, che i latini chiamavano “Silva”, ora Sila, formata prevalentemente da abeti, pini loricati, frassini e faggi. Quando l’estate comincia a stancarsi di spandere il suo calore e passa le consegne all’autunno, questo bosco si tinge di mille fantastici colori, dal verde cupo al rosso ramato: uno spettacolo nello spettacolo!!
    Io non ho un guardino, non ho un orto, ahimè, l’unico alberello che posseggo è un limone che, testardo, cresce in un vaso (che per quanto sia grande è sempre un vaso!)e che, generoso, mi regala anche qualche limone, per ripagarmi dell’amore che gli do.
    Un po’ di invidia la ho, lo confesso, nel leggerti…. 🙂

    • sysjena ha detto:

      ..in effetti è stata una scelta volontaria quella di andare in campagna….scelta che non ho mai rinnegato..anzi…a cui probabilmente devo molto….e comunque la campagna è niente o quasi rispetto ai boschi…. 🙂

  4. altrirespiri ha detto:

    Però gli aceri sono così belli…

    I gatti squama di tartaruga sono femmine perché il tricolore (nero rosso bianco) non è geneticamente compatibile con il sesso maschile. E per quanto mi riguarda alberi e gatti sono in correlazione 🙂
    mezzastrega

    • sysjena ha detto:

      …in effetti uno degli ultimi ricordi che ho del mio Pallino è che un giorno era salito sull’olmo, e non riusciva più a scendere, causa i suoi 13 anni…ho messo una scala sotto l’olmo (è un albero imponente,, oltre 20 metri d’altezza) e poi mi sono arrampicato un po’ fino a recuperarlo. Pallino era così intelligente che si è lasciato prendere senza paura, ed io l’ho portato giù…mi vengono le lacrime agli occhi a ricordarlo….
      …e concordo sugli aceri…. 🙂

  5. sisempre ha detto:

    qualche decennio fa fui adottata da una gatta tricolore, lavoravo in un ufficio con un cortile affollato da alberi, lei lo aveva eletto suo dominio.
    In quell’epoca scoprii cosa vuol dire vivere una forma di vessazione che poi ha ricevuto un nome sociale (mobbing) … ma anche come un cortile, sei alberi, una gatta e tanti cespugli di erbe aromatiche possono comunque darti quella forza di resistenza che aiuta a maturare scelte.

    Alberi … padri e madri della vita
    quanta pazienza a convivere con noi umani, così acerbi nella nostra evoluzione

    ammetto che leggendo il post, un desiderio di poter vivere le stesse sensazioni di continuità con la natura l’ho provata anche io, beato tu … e grazie per raccontarle, almeno ci aiuti a condire i sogni di bellezza

    buona domenica, un sorriso 🙂
    anna

    • sysjena ha detto:

      ..anche io ho subito una vessazione che poi hanno chiamato mobbing…tanti anni fa….e so di cosa parli…purtroppo….
      ..comunque agli alberi io ci parlo…sarò pure originale (per non dire scemo), ma chissenefrega…io ci parlo… 🙂

  6. Paolopaoli ha detto:

    be’ è un bel delirio che profuma di natura

  7. sysjena ha detto:

    ….sono contento che trasmetta un po’ di verde… 🙂

  8. keypaxx ha detto:

    Io sono circondato dal verde e dai gatti. E, sinceramente, non immagino migliori compagnie naturali di queste. Sarà che ormai vi ho piantato radici.
    Un sorriso a te per la giornata.
    ^___^

    • sysjena ha detto:

      …una volta ho detto che se qualche d’uno mi morsicasse probabilmente sentirebbe sapore d’erba….
      🙂
      Benvenuto in questa clinica keypaxx 😉

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