Delirio del venerdi

DELIRIO DEL VENERDI
Amaro è la parola del giorno. Amarezza, malinconia, o forse semplicemente rassegnazione. Stati d’animo si alternano come la luminosità attorno per un sole che gioca con le nuvole. Stralci e frammenti, niente di legato, ma semplicemente flash mentali e visivi. La gazza che si disputa un frutto rosso con la merla. Sono prepotenti le gazze, non mi piacciono. Due aironi cinerini che decollano lenti da un canale colmo d’acqua, forse spaventati dall’auto. Un cane nero che fissa ed annusa un mucchietto di paglia in allarme, con la zampa anteriore destra sollevata, come in punta. Chissà che movimento l’ha messo in attenzione. Persone alla fermata dell’autobus, in attesa. Una donna non più giovanissima seduta sul marciapiede, in un’involontaria posa da ragazzina, già stanca alle otto del mattino. Sorrido perchè contrasta con l’aspetto della persona, apparentemente formale. Sorrido perchè ne condivido la stanchezza, che si è più stanchi prima di cominciare che quando si ha finito. Almeno per me da qualche anno è così. Azioni ripetute che portano al solito luogo, dove comprano il mio tempo ad un prezzo sempre troppo basso, perchè il tempo io penso sia impagabile. Mi giro e vedo i miei minuti che si squagliano, e poi sublimano disperdendosi nel nulla, o forse vanno dove si gettano i minuti persi. Guardo fuori, vedo cemento ed alberi dalle foglie rosse incastrati tra due capannoni. Scorgo a malapena il cielo, ma so che vorrei esserci sotto. Purtroppo non sempre volere è potere. Quasi quasi mi faccio un Lucano.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in delirio. Contrassegna il permalink.

15 risposte a Delirio del venerdi

  1. ezraz751 ha detto:

    oggi mi sento esattamente come te… non avresti potuto esprimere meglio questo malessere…
    tu Lucano? io Campari! 🙂

  2. sisempre ha detto:

    anche questa settimana capito dopo ez, e mi accomodo con voi condividendo stato d’animo … sarà il tempo? mah …
    Andrea, ho riletto più volte alcuni passaggi, che belli, elegantissimi … complimenti!
    Fra poco esco e vado ad usare una parte del mio tempo che non è remunerato, per quanto sia faticoso il solo fare condividendolo con persone che stimo e cui sono fortemente legata mi appaga.
    Forse la monetarizzazione del tempo ci è sfuggita di mano ha inaridito la necessità che sta alla base della suddivisione del lavoro e della necessaria collaborazione attraverso l’impiego del personali talenti … visto che se l’inquadramento del tempo esce dalla parola contratto ed entra in quello di volontariato da rubato diventa condiviso.
    aggiungo un bicchierino di mirto ghiacciato …

  3. Paolopaoli ha detto:

    già sempre tutto amaro, troppo. ordinaria amministrazione per sys? per me sì (qualche volta no). per te spero solo quando scrivi qui. 🙂

    • sysjena ha detto:

      …magari Paolo…magari…mai come in questo periodo ho l’impressione di sprecare il mio tempo…sono nato un attimo fa…..a ripensarci…
      🙂

  4. eilidh ha detto:

    Conosco questo stato d’animo, anche se sono convinta che dipenda da noi dare un senso al tempo… è come indossare un paio di lenti colorate, dipende tutto dal colore che si sceglie per
    colorare le cose… chissà oerchè mi viene in mente la canzone di DeAndrè ” “l’ottico”…
    Ciao amico caro

    • sysjena ha detto:

      ….quando si è bambini si riescono a vedere anche l’ultravioletto e l’infrarosso…poi piano piano tutto torna come la tv dell’infanzia…bianco e nero…aspettando che anche il bianco se ne vada (no…tranquilla..sto bene 🙂 è che quella del bianco che se ne va mi è venuta in mente adesso…e l’ho trovata carina… 🙂 )
      Ciao IOE

  5. blue ha detto:

    e se provassimo a convincerci che nulla si perde?..no vero?…non sono credibile 🙂

    un chinotto?
    posso offrirtelo?

    baci

  6. Francesca ha detto:

    Questo tuo poetico delirio mi ha fatto pensare a E. Cioran e alla sua descrizione della melanconia.
    “Se la melanconia è uno stato di trasognamento diffuso che non giunge mai a una grande profondità né ad un’intensa concentrazione, la tristezza presenta, al contrario, una serietà ripiegata su se stessa e un’interiorizzazione dolorosa. Si può essere tristi da qualsiasi parte; ma mentre gli spazi aperti acuiscono la melanconia, quelli chiusi fanno aumentare la tristezza. Nella tristezza la concentrazione deriva dal fatto che essa ha quasi sempre una ragione precisa, mentre per la melanconia la coscienza non saprebbe individuare nessuna causa esterna. So perché sono triste, ma non saprei dire perché sono melanconico. Prolungandosi nel tempo senza mai raggiungere un’intensità particolare, gli stati melanconici cancellano dalla coscienza ogni motivo iniziale, presente invece nella tristezza.”
    Infatti le tue parole descrivono spazi aperti dove perdersi… e dove disperdersi, in una ricerca interiore che non mutua gli orizzonti che la circondano, ma va oltre, alla ricerca di un qualcosa che si possiede dentro di sé, eppure non ne si afferrano i confini 🙂
    (…. lo so, lo so…. è un delirio anche il mio, mi offri un Lucano o porto il liquore alla liquirizia ??? :)) )

    Se potessi aggiungere una immagine, ti lascerei “Morning soon”,(per via di quel riferimento ai capannoni) di E. Hopper 🙂

  7. sysjena ha detto:

    …Cioran…da anni vorrei leggere qualche cosa di lui, ma se non ricordo male è stato molto prolifico….hai qualche titolo da consigliare?
    Hopper mi piace… 🙂
    Anche il liquore alla liquirizia che fate dalle tue parti mi piace… 🙂

    • Francesca ha detto:

      Il liquore alla liquirizia, come viene fatto a pochi km da casa mia, è una prelibatezza sconosciuta a chi compra lo stesso prodotto commerciale. Non è bello dirlo, ma è così.
      Io poi, adoro la liquirizia, d’estate, avendo la pressione tendente al basso, giro sempre con una scatoletta di confettini della ditta Amarelli (la migliore al mondo,secondo me, che produce anche il liquore) nella borsa. Se ti capita di trovarli, assaggia quelli alla viola o quelli all’arancia. Oppure i sassolini, sempre della stessa ditta, mi saprai dire 🙂

      Cioran lo conosco poco anche io. Ho letto di lui “L’inconveniente di essere nati”, l’ho letto anni fa, quando ancora vedevo, come ti ho scritto nell’altro post, la vita come un bel prato all’inglese… ora qualcosa è cambiato. Se lo leggessi ora acuirebbe il mio attuale pessimismo, forse mi conviene aspettare a rileggerlo… oppure no, forse leggendolo capirei la sciocchezza dei miei pensieri attuali e mi adopererei per tramutare i miei limiti in risorse….. come puoi notare non è che io abbia le idee ben chiare!!! 🙂
      Quel libro mette in risalto la tragedia e il dolore del vivere, un concentrato di pessimismo che ben rappresenta il pensiero di Cioran… ma forse sono pessima consigliera, nel citartelo 🙂

  8. altrirespiri ha detto:

    ho un amico lucano e se dicessi questa frase davanti a lui, di sicuro mi risponderebbe “pronto!” col sorriso.
    Per fortuna non bevo amari 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...