Delirio del venerdi

 DELIRIO DEL VENERDI

Nadine Gordimer afferma che si appartiene alla parte di vita “alta” finchè si è sessualmente competitivi. Quell’alta si potrebbe interpretare come “non anziana”. Forse è una forzatura, ma è una di quelle affermazioni che faccio mie, che mi risuonano nella mente per sempre. In effetti essere competitivi sessualmente penso sia una forma di eterna giovinezza. Il che non significa assolutamente dover fare sesso per avvalorare l’affermazione. E’ più una forma di atteggiamento e di convinzione, che di pratica. Perchè parlo di questo? Forse perchè ci sono momenti in cui mi sento decisamente “declinare”. Certo non vi parlerò della mia vita sessuale, vi annoierei a morte. E non vi parlerei della mia mentalità sessuale, vi scandalizzerei. Ma trovo quell’affermazione confortante. Quando sento che il mio umore viene sopraffatto dal tempo, cavalco quell’idea, e sentendomi ancora sessualmente competitivo, ritrovo quello slancio che mi permette di superare l’attimo. Stamattina, mentre come al solito percorrevo la strada verso l’ufficio, sono transitato per uno degli angoli di campagna che adoro. Appena passato su un ponticello con a fianco una chiusa, l’acqua che scorre abbondante nel canale, c’è un angolo di campagna incolta ma curata, con tre maestosi alberi, forse olmi, non lo so perchè ho sempre guardato da distante. Oggi mi sono accorto che uno dei tre alberi è morto. Mi sono chiesto come ho fatto a non notarlo prima. E rimessi gli occhi sulla strada, ecco che sul ciglio a sinistra giaceva un altro piccolo cadavere. Un volatile, non identificato, bianco e nero, di cui ho scorto come un lampo le piccole zampette gialle, incredibilmente carine. Ecco come il pensiero della Gordimer è balzato nella mia mente. I meccanismi della mente sono complessi, ma i risultati sono sempre molto semplici. Mi ha aiutato a sopportare ed a superare il momento. Niente di così sconvolgente in realtà, ma provate a dirlo all’albero, od al piccolo volatile dalle zampe gialle.

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14 risposte a Delirio del venerdi

  1. ezraz751 ha detto:

    Bello spunto di riflessione, ma sinceramente non mi ci trovo con l’affermazione della Gordimer. forse perché nel mio modo di vedere è la mente (e la sua lucidità) che determina la parte “alta” della vita, non certo il la competitività sessuale -anche se è dal sesso che nasce la vita-…e poi voi avete il Viagra a darvi una mano…

    • sysjena ha detto:

      ..probabilmente..visti i primi commenti…non sono riuscito ad esprimere bene il mio concetto…per parte “alta” lei intende quella prima dell’anzianità, almeno io l’ho intesa così. Secondo lei si diventa anziani quando non si è più competitivi sessualmente, il che non ha niente a che fare con il sesso, ma è il nostro modo di partecipare al sociale, il nostro modo di essere tra la gente…non so se riesco a spiegarmi…uhm…è difficile…è un qualche cosa di sottile, ma a mio parere presente in tutti noi prima del diventare davvero anziani….però…che casino….
      🙂

  2. altrirespiri ha detto:

    non credo che essere vivi sia necessariamente correlato al sesso.
    Guardo mio nonno nei suoi quasi 100 anni e vedo la vita nella sua migliore espressione, attraverso i suoi ritmi lenti e misurati, nel suo centellinare le forze rispettando le abitudini di sempre. Il suo amore per le persone della sua vita, la lucidità nel guardare quel che gli accade intorno, nell’analizzarlo con la sua testa senza farsi imboccare conclusioni da altri. Questa è vita alta, e lo è di più a 100 anni. Anche senza sesso, direi.

    • sysjena ha detto:

      …leggi la risposta che ho dato ad Ezraz….tuo nonno è sicuramente anziano..sicuramente non è più competitivo sessualmente…e probabilmente lo è diventato, anziano, quando ha smesso di esserlo, competitivo…tutto il resto, dignità, intelligenza, buon senso, ecc… non hanno niente a che fare con l’età…
      “alta” è un modo di considerare la vita prima dell’anzianità, e quindi è un indicatore quantitativo, non qualitativo…
      E’ più una definizione antropologica….la competitività sessuale…
      (speriamo di essere riuscito a farmi capire…limite mio..non vostro)
      🙂

  3. Paolopaoli ha detto:

    Questo post (gran bel post) alla fine l’ho trovato ‘rilassante’. Grazie

  4. eilidh ha detto:

    Non pensi che sia un problema soprattutto maschile quello della competitività sessuale e quindi
    l’idea di giovinezza e di vigore totale che ne deriva?
    Anche io penso che che sia nella mente la capacità di ritrovare lo slancio che permette di “superare l’attimo” e ritrovare stimoli e sensazioni che ti fanno essere parte attiva della vita,
    che te la fanno amare ed accettarne le sfide…
    Il ciclo biologico fa il suo corso ma ogni stagione ha le sue potenzialità e la sua bellezza.
    Ciao Andrea, buon fine settimana

    • sysjena ha detto:

      Nadine Gordimer è una donna, e lo dice riferito ad una donna. Ribadisco che si tratta di una visione antropologica, semplicemente per dividere l’anzianità dalla parte “alta”, come la definisce lei quella prima dell’anzianità. In fondo tutti noi tendiamo a cercare di essere attraenti, in qualunque modo (non necessariamente solo con l’aspetto esteriore) e soprattutto verso l’altro sesso o verso il sesso che ci attrae (political correct 🙂 ).
      E perchè lo facciamo? Competere non significa necessariamente vincere, ma semplicemente partecipare. E lei dice che finchè si partecipa, non si è anziani, semplicemente.
      Un abbraccio IOE.
      🙂

  5. Francesca ha detto:

    Non so se ho colto il senso del post, ma credo che il tuo parallelismo tra sessualità attiva e giovinezza, voglia rappresentare una fase della vita: quella dove ci si sente forti, indipendenti, quella dove non si guarda al declino ma si guarda al mondo “costruendo”.
    Ora… io non so quanti anni hai tu, io ho superato da poco i 50 e quando c’è stato il giro di boa è stato per me un trauma, è stato come se mi fossi chiusa alle spalle un ciclo di vita irripetibile e quel che vedevo davanti a me sapeva tutto di “corruttibile” (inteso come qualcosa che è inevitabilmente destinato a guastarsi). Non ne sono ancora uscita, lo confesso, ma sto cominciando a capire che è la mia mente che mi fa vedere questo, influenzata da qualche piccolo (o grande) problema fisico che ha incrinato la sicurezza nella mia “forza” e integrità fisica.
    Ho capito che si tratta di accettare questo mio nuovo stato di essere e, forse, facendo così, riuscirò a valorizzare ogni piccola cosa, ogni risorsa. E magari potrò scoprire una nuova dimensione – sicuramente più rosea rispetto a quella che mi prefiguro ora – della vita che mi aspetta, Che sia questa la saggezza??? La capacità di trarre serenità anche dalla propria decadenza fisica??
    A me sembrano riflessioni di una delicatezza unica: ci parli di un argomento che in genere viene sfuggito come la peste…. perché, in fondo, la mente umana – che proviene dalla preistoria – ha residui di superstizione (anche in chi non lo è scientemente) e si tende a credere che quel di cui non si parla non ci possa toccare.Non è così e lo sappiamo, ma questo è l’atteggiamento di tanti.
    Mi sa che tornerò su questo post, Andrea :)… intanto buon fine settimana

    • sysjena ha detto:

      Non mi riferivo alla sessualità attiva, che peraltro personalmente considero uno dei grandi piaceri della vita. Come puoi vedere dalle risposte ho cercato di spiegare, ma mi sono reso conto che non è facile, anche se ho riscontrato, mi scuseranno tutte, una certa alzata di scudi da parte delle ragazze ad un certo tipo di interpretazione.
      Anche io ho superato da poco la soglia dei 50, insomma, da un paio di anni diciamo :-),
      E non ti nego che da epicureo ho più paura dell’invecchiamento che della morte, ma sarebbe un discorso troppo complicato da sintetizzare in poche parole.
      Comunque mi sa che parlerò presto nuovamente di sesso, che l’argomento apre a discussioni decisamente interessanti :-).
      Buona settimana Francesca.

      • Francesca ha detto:

        Sì, non mi ero spiegata bene,, evidentemente., perché concordo con te.
        Ok, aspettando il prossimo post, provo a lasciarti- non so come si faccia – qui un brano (che amo molto, come amo il personaggio che ha scritto le parole, mi affascina) che riassume quel che penso sia sull’invecchiamento che sulla competizione… scoprirai quanta vicinanza ci sia con le tue, di parole. 🙂

        Ciao, un abbraccio
        F

        • sysjena ha detto:

          Al solito non conoscevo Jodorowsky, però questa cosa che mi hai lasciato mi ha commosso. Mi capita quando mi riconosco nelle parole di altri, forse perchè è un modo merviglioso di mitigare un certo tipo di solitudine.
          Grazie.
          Un abbraccio
          Andrea

  6. keypaxx ha detto:

    La fregatura è che gli alberi non avvisano quasi mai quando muoiono. Il mio era lì, fino al giorno prima. È bastato un minuto di tempesta, di quella che ti fa chiudere in casa e che sembra volerti aggredire attraverso le mura. E puff… se ne è andato così. Senza avvisare. Lasciandomi un tronco spezzato e secco, umido solo di pioggia.
    Un caro saluto.

    • sysjena ha detto:

      In realtà sono un po’ come gli umani….alcuni cominciano a soffrire e si spengono lentamente, altri lo fanno d’improvviso. E come per gli umani forse bisognerebbe guardare di più, anche se ci sono vicinanze che diamo per scontate e che se se ne vanno, ci sorprendono maggiormente.
      Un saluto a te.

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