Delirio del Venerdi

DELIRIO DEL VENERDI
Disequilibrio, più per fonia disallineata che altro. Il grigio aiuta, che sono i colori a rendere più evidente lo squilibrio. Vista ed udito associati in un disagio? In effetti le sinergie dei sensi le scopriamo spesso con sorpresa quando accadono. Eppure sono evidenti. Il profumo di pane appena sfornato non attiva immediatamente tutti gli altri quattro sensi? Ci immaginiamo con un tiepido e croccante panino in mano mentre un suo pezzo è in bocca a regalarci illusorie sinfonie di gusto. Straordinari sensi. A quale dei cinque rinuncereste con meno difficoltà? La vista. No, non potrei farne a meno, perchè quasi ogni mio pensiero è abbarbicato a qualche ricordo visivo, od a qualche vista in tempo reale. L’olfatto. Gli odori hanno una capacità incredibile di risvegliare ricordi. Come potrei rinunciare al profumo del pane di prima, e come potrei sopportare l’appiattimento di qualunque sapore. Il gusto. In effetti lui e l’olfatto sono come Yoghi e Bubu, o come Stanlio ed Olio. Inseparabili. Se pensate che il cibo sia uno dei piaceri della vita, a quei due non potete rinunciare. Il tatto. Far diventare qualunque cosa uguale ad un altra nel momento in cui la si tocca. Perdere il senso di un fianco femminile, o di un seno (per le gentili lettrici invito a trasporre, se necessario, l’immagine verso l’altro sesso, così come ai gentili lettori con predilezione diversa dalla mia). Non distinguere il caldo dal freddo, l’asciuto dal bagnato. Non sentire il posarsi di un bacio. L’udito. Ecco, così senza pensare forse sarebbe il mio candidato in una disgraziata scelta. Ma non sentire più il piano di Rachmaninov, o Shine on you crazy diamond dei Pink Floyd. Non sentire più il litigare delle cinciallegre, od il richiamo del pettirosso nelle fredde giornate invernali. Non sentirsi sussurrare parole d’amore. Non sentire più Brunetta o la Santanchè, nè idiozie sparse a ritmo costante. Non sentire più verità, ma anche bugie. Si, ognuno è fatto alla sua maniera, ma forse questo senso è quello con maggiori controindicazioni dal mio punto di vista. Per cui se dovessi, se proprio dovessi scegliere, penso che farei a meno di lui, e mi terrei gli altri quattro. E mi chiedo se davvero poi vorrei imparare a leggere le labbra.

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5 risposte a Delirio del Venerdi

  1. ezraz751 ha detto:

    Dovendo proprio scegliere rinuncerei all’olfatto (pur sapendo che perderei anche buona parte del gusto) diversamente da te non potrei mai rinunciare all’udito perché per me è inconcepibile vivere in assenza di musica… per Brunetta e Santanché è da tempo che li oscuro inserendo il “mute” nel televisore quando compaiono…. buon week-end

  2. altrirespiri ha detto:

    facciamo che non rinuncio a nessuno dei cinque, che di cose a cui rinunciare ce ne sono già fin troppe….

  3. Francesca ha detto:

    Più che un delirio, questo è una sinfonia, sinfonia dei sensi (certa di nn essere fraintesa 🙂 )…. o forse un dipinto dei sensi… se un alieno capitasse per caso sulla terra, leggendoti capirebbe dove sta la “specialità” umana 🙂
    Io nn saprei rinunciare a nulla , anche se qualcuno è già malconcio… come la vista ad esempio. Ed è davvero una gabbia, quando ne manca o ne è deficitario qualcuno!!!

  4. keypaxx ha detto:

    Sono d’accordo relativamente agli odori; in grado di trasportarti verso mondi intimi di cui solo noi possediamo la chiave.
    Un caro saluto.
    🙂

  5. Paolopaoli ha detto:

    e gusti uguali… in tutto.

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