Delirio del Venerdi

DELIRIO DEL VENERDI
Il rapace scende veloce ed agguanta qualcosa tra l’erba, probabilmente un topolino uscito nel momento sbagliato. E’ l’unico segno vitale che incontro prima di entrare nel paese che si trova sulla mia strada per il lavoro. Poi tutto diventa comune, umano. La gente che aspetta l’autobus, quella che si affanna verso il lavoro, quelli che riempiono i bar per la colazione. Guardo, osservo, ma nella mente ho ancora il bel rapace, per cui tutto mi appare troppo comune per poter competere. La mente sobbalza all’indietro, i neuroni si attivano per accendere un ricordo, ed il filmato parte, un po’ sfuocato, un po’ traballante. C’è Pallino, il nostro magnifico gatto recentemente scomparso. E’ davanti a casa, sulla ghiaia vicino al grande olmo. Sta giocando con un topolino. Qualcuno afferma che è la natura, ma io trovo disdicevole quella forma di crudeltà che porta i predatori a divertirsi con le prede terrorizzate. Sarà anche la natura, ma non mi piace. Sono già intervenuto qualche volta. Raramente la preda l’ha scampata, ma almeno ho sempre accorciato i tempi del martirio. Comincio ad avanzare verso l’impari tenzone, mentre Pallino lascia andare avanti il topolino, verso me che sto a circa cinque metri da lui, e poi lo riprende tra gli artigli con un balzo. Lo fa ripetutamente, quando all’improvviso sento un frullare d’ali repentino ed inaspettato. E’ un attimo, ed una civetta plana veloce e ghermisce il topolino a pochi centimetri da Pallino, e vola via con la preda tra gli artigli. Io spalanco occhi e bocca. Pallino è confuso, non ha realizzato e si guarda attorno per vedere dove sia finita la sua preda giocattolo. Il topolino è l’unica vera vittima di tutta questa storia, come se quella mattina in un modo o nell’altro la sua sorte fosse già stata ineluttabilmente segnata. Io probabilmente sono il più fortunato di tutti, sicuramente più della civetta, che ha solo soddisfatto una sua naturale necessità. Sparisce in un attimo, non la trovo più nel cielo, ed ecco che mi rendo conto che posso modificare il ricordo. Forse è una delle rare volte in cui compio questa operazione consapevolmente. Ne modifico solo lo svolgimento, non la realtà del fatto. E faccio posare la civetta sulla vigna che dista un centinaio di metri, e la faccio consumare velocemente il suo pasto. Voglio esagerare, e la faccio rivolare verso Pallino, quasi a sbeffeggiarlo per il furto subito. La civetta stride acutamente, Pallino la guarda ed alza le spalle sprezzante, tanto sa che ha una ciotola di croccantini che lo aspetta. La civetta, divertita, se ne va. Spengo il ricordo, quello originale di cui ho modificato il finale. E per l’ennesima volta benedisco il potere della mente.

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13 risposte a Delirio del Venerdi

  1. ezraz751 ha detto:

    povero topino!!!! 😦

  2. altrirespiri ha detto:

    I topi tendenzialmente mi fanno schifo, quindi fatico a provar pena per loro. Le civette invece mi piacciono. Mi piacevano anche quando, io bambina, si azzuffavano coi merli che difendevano il loro nido. Mi spiaceva per i piccoli, ma le civette rimanevano affascinanti.
    mezzastrega

  3. Riyueren ha detto:

    Dispiace anche a me per il topino.Concordo con quello che dici sui predatori che si divertono con le loro vittime prima di divorarle..è l’unica cosa che non amo dei gatti, se posso dire.

  4. eilidh ha detto:

    Quando vedo i miei gatti divertirsi con qualche insetto o con le farfalle non posso fare a meno di intervenire per cercare di salvarle.
    Sarebbe bello se la mente riuscisse a modificare i ricordi…
    Ti abbraccio amico 🙂

  5. Francesca ha detto:

    Il potere della mente è immenso… forse ancora non del tutto esplorato.
    La realtà, ad essere fatalisti, è ineluttabile. Solo con l’immaginazione si riesce a cambiare lo stato delle cose, perfino a invertire i ruoli, facendo diventare preda il cacciatore e viceversa…
    Un sorriso 🙂

  6. Paolopaoli ha detto:

    be’ ma un gran finale con la civetta che in verità salva il topino?

  7. keypaxx ha detto:

    Cacciatore e preda. È la storia che racchiude l’esistenza. Non soltanto quella dell’uomo ma anche, e soprattutto, nella catena naturale del mondo stesso.
    Un caro saluto.

  8. keypaxx ha detto:

    Un saluto di passaggio.
    😉

  9. keypaxx ha detto:

    Un saluto per un buon proseguimento di dicembre.

  10. sysjena ha detto:

    Scusate la latitanza, ma è un periodo così. 🙂
    Un saluto a tutti.
    Andrea

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