Delirio del Venerdi

DELIRIO DEL VENERDI

Gemme precoci in questo inverno anomalo. In effetti, per la prima volta nella mia vita ho comprato le gomme da neve per l’auto, per cui dovevo aspettarmi che non cadesse nemmeno un fiocco. Scorre il tempo, che mi sembra ieri agosto, quando dicevo che natale era alle porte. In effetti questo nostro modo di segnare il tempo forse è solo una convenzione per farci credere che sia tanto quello che passiamo. E’ difficile spiegare la dispersione che avverto quando penso al passato ed al futuro. Mi sento improvvisamente inadeguato, come se non avessi metodi razionali per ancorare il mio vissuto al calendario. In realtà vedo il tempo che ha interagito con me come una sorta di brodo primordiale, in cui l’evoluzione della mente è l’unico dato certo. Ma questa evoluzione la vedo come un dato negativo, perchè la consapevolezza del proprio stato, di umani, non del mio specifico, è foriera di un dolore sottile, sopportabile certo, ma soprattutto accantonabile, perchè è lì la differenza tra chi resiste e chi cede. Talvolta è possibile riprendere quel dolore , solo per salvaguardare la propria razionalità, ma è invece necessario avere la capacità di riporlo. In fondo noi umani siamo bravi a nasconderci ciò che potrebbe essere insopportabile. E siamo bravi a sostituirlo con ogni attimo ci sembri incantevole. E siamo bravissimi ad estendere quell’incanto oltre il tempo del suo accadere, così che si ha sempre l’impressione che il bello del vivere sia padrone della maggior parte del tempo del vivere. Per questo amo gli attimi felici. Per questo amiamo gli attimi felici.
P.S. La seconda foto è provocatoria. La prima l’ha scelta il mio bianco, la seconda il mio nero.

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8 risposte a Delirio del Venerdi

  1. sysjena ha detto:

    Mi scuso se la seconda foto potrà urtare la sensibilità di qualcuno di voi. Mi rendo perfettamente conto che ha un impatto forte, ma l’ho trovata per caso, ed in un certo senso può rappresentare quanto ho scritto, anche se come potete comprendere da queste spiegazioni, la mia parte bianca è in conflitto con quella nera, o per i più antichi amici 🙂 Harahel è in lotta con Dantalian.

  2. ezraz751 ha detto:

    personalmente ho amato la tua scelta fotografica… nessun problema;-)

  3. Francesca ha detto:

    Io invece ne sono rimasta sconvolta.
    La pagina si è aperta sul tuo scritto, quindi ho fatto scendere la pagina solo dopo aver letto del nero e del bianco. E mi è arrivato il pugno nello stomaco.
    Poi ho letto il tuo commento….ed ho capito la lotta ed il perché della foto.
    Resta un post di forte impatto emotivo, anche perché non riguarda solo te, ma chiunque legga, in quanto – come dici tu – umani.

  4. Paolopaoli ha detto:

    è vero. ottima scelta fotografica.

  5. altrirespiri ha detto:

    Io tendo a fare il contrario: ad esaltare gli attimi tristi, a sottolineare i miei difetti e non enfatizzare i pregi.
    Poi vedo queste foto e penso che mi è andata di lusso e non dovrei mai lamentarmi…
    Passa l’attimo e mi lamento di nuovo.
    Disapprovo la foto: meglio un nero 😉

  6. eilidh ha detto:

    La vita è un intreccio intricato di bianco e di nero, di gioia e dolore, tanto intricato che a volte non sappiamo a chi dare risalto…ma forse sta quì il senso, l’uno da risalto all’altro.
    Le foto sono d’impatto ma è giusto così…
    Un abbraccio.

  7. Paolopaoli ha detto:

    buona pasqua, sys!

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