Delirio del Venerdi

DELIRIO DEL VENERDI

Sono confuso oggi, perchè ho l’impressione di aver sognato sogni non miei. Mi rimangono frammenti vorticosi e questa strana consapevolezza di aver scambiato i sogni con un altro, o con un’altra. Ti svegli di continuo perchè avverti la dissonanza con il tuo inconscio, tanto che gli ultimi quaranta minuti di sonno somigliano ad un groviera. E poi, quando la sveglia suona, rimani a guardare il soffitto mentre ogni tentativo di raccapezzarsi si perde in quell’orizzonte perpendicolare, che tanto assomiglia alla tua comprensione. Poi il giorno e le sue consuetudini rimettono mattoni conosciuti al tuo iter quotidiano, tanto che per una volta il ripetitivo non annoia, ma conforta. Eppure senti ben presenti gli strascichi di un momento in cui eri un altro, e la tua curiosità ti porta a ipotesi che viaggiano compatte nell’assurdo. Forse ogni tanto la nostra anima od il pensiero se l’anima di questo è fatta, se ne viaggia per oscure ragioni in universi paralleli, ed il corpo a cui serve il ristoro della coscienza, acchiappa un inconscio straniero che ha percorso strade inverse per la stessa ragione. Chissà quali erano i miei sogni, e chissà se a qualcuno manca quello che ho sognato io senza mi appartenesse.

dreams_by_whisperfall_large

 

Annunci
Pubblicato in delirio | 12 commenti

Delirio del venerdi

DELIRIO DEL VENERDI

Sprazzi di blu nel cielo, come se l’idea di un ritorno fosse santificata dalla presenza dell’astro da tanti giorni nascosto. Devo prenderlo come un segnale positivo? Eppure appropriarmi di casualità meteorologiche mi pare presuntuoso. Ma mi fanno sorridere le strisce di sole che ornano questa stanza grigia. Le dita cercano musicalità da tempo accantonate, che l’assenza di questi mesi lo è stata totalmente, e l’assenza dal blog solo un’evidenza. Devo riappropriarmi di una parte di creatività, perchè solo così posso far rinascere in me quel fuoco ardente che tanto spesso mi ha regalato un po’ di senso, ma soprattutto ha fatto in modo che evitassi di tracimare, bruciando inarrestabile il liquido nero escreto dal vivere. Buffo. Lo sento il fuoco dentro, che da bruciare ne ha in abbondanza. Ed avverto già il sollievo, tanto che mi chiedo il perchè di questa inanità. L’età dovrebbe aver risolto le contraddizioni, ma forse è un luogo comune affermare che la maturità regala saggezza. Che ce ne facciamo della saggezza se questa ci suggerisce infinite rinunce? Complicato vivere, eppure così affascinante. Ben ritrovati tutti, quelli che leggeranno e quelli no, tutti.

Pubblicato in delirio | 10 commenti

e-book

Ciao a tutti.
Non prometto niente, ma forse riuscirò a riprendere. Detta così sembra una affermazione immodesta, come se fosse imprescindibile la mia presenza nel mondo del blog. In realtà sono come molti una semplice goccia nel mare. Una parte di me, non indifferente ad essere sinceri, è presente nelle righe che si sono succedute per lunghi anni, perchè sono 11 anni che a vicende alterne scrivo su un mio blog. Nel frattempo anche un mio romanzo è stato proposto, circa un mese fa, in solo formato e-book. E’ il mio secondo romanzo. La pubblicazione del primo è abortita causa truffa editoriale. Alcuni di voi conoscono la storia. Comunque vi lascio i link per scaricarvi il romanzo. Certo c’è da pagare, ma il prezzo è veramente contenuto. E’ una specie di giallo. Chi mi conosce da tanto forse riconoscerà alcuni giochetti che mi piaceva fare con le parole. Che dire…se lo leggete spero vi piaccia. Di seguito un paio di links e la copertina.

http://www.bookstoregds.com/catalog/product/view/id/116514/

http://www.ultimabooks.it/il-mistero-nel-legno

Copertina2

Pubblicato in Uncategorized | 5 commenti

Finalmente

Scusate la latitanza, ma soggiaccio spesso a strani distacchi, a momenti di buio ed altro. Nel frattempo è capitato. Hanno pubblicato i miei corti, dopo anni di tribolazioni editoriali. E’ un gran bel librino, esteticamente parlando. Sono molto affezionato ai miei corti, perchè rappresentano un po’ il ponte che ha collegato la mia fantasia onirica alla sua rappresentazione. Alcuni di voi (pochi penso) ne hanno letti alcuni sul vecchio splinder, ma parlo del 2004, quindi secoli fa. Li ho riletti tre volte prima della pubblicazione, i vari passi editoriali, e mi ha stupito anche la loro forma. I primi mi sono sembrati acerbi, come se rappresentassero una sorta di preambolo ad una scrittura quanto meno migliorata, ma mi rendo conto che è una impressione. Mi ha emozionato rileggerli, alcuni in modo particolare, ma probabilmente è normale. Se vi andrà di leggerli spero veramente che la lettura si riveli almeno piacevole. E comunque sarei felicissimo di conoscere la vostra opinione, nel bene e nel male. Non rappresentano certo un capolavoro letterario, e nemmeno ne hanno l’ambizione. Però ogni volta che finivo di scriverne uno, lo facevo con il sorriso sulle labbra, e stavo decisamente bene, ed è quello che mi auguro possa accadere nel leggerli, anche se alcuni non hanno propriamente quello che si definisce un finale felice. Vabbè….vi lascio la copertina e qualche riferimento.Cliccate sulla copertina per andare sulla pagina dell’editore.

Image

Pubblicato in Uncategorized | 14 commenti

Delirio del Venerdi

DELIRIO DEL VENERDI
Il rapace scende veloce ed agguanta qualcosa tra l’erba, probabilmente un topolino uscito nel momento sbagliato. E’ l’unico segno vitale che incontro prima di entrare nel paese che si trova sulla mia strada per il lavoro. Poi tutto diventa comune, umano. La gente che aspetta l’autobus, quella che si affanna verso il lavoro, quelli che riempiono i bar per la colazione. Guardo, osservo, ma nella mente ho ancora il bel rapace, per cui tutto mi appare troppo comune per poter competere. La mente sobbalza all’indietro, i neuroni si attivano per accendere un ricordo, ed il filmato parte, un po’ sfuocato, un po’ traballante. C’è Pallino, il nostro magnifico gatto recentemente scomparso. E’ davanti a casa, sulla ghiaia vicino al grande olmo. Sta giocando con un topolino. Qualcuno afferma che è la natura, ma io trovo disdicevole quella forma di crudeltà che porta i predatori a divertirsi con le prede terrorizzate. Sarà anche la natura, ma non mi piace. Sono già intervenuto qualche volta. Raramente la preda l’ha scampata, ma almeno ho sempre accorciato i tempi del martirio. Comincio ad avanzare verso l’impari tenzone, mentre Pallino lascia andare avanti il topolino, verso me che sto a circa cinque metri da lui, e poi lo riprende tra gli artigli con un balzo. Lo fa ripetutamente, quando all’improvviso sento un frullare d’ali repentino ed inaspettato. E’ un attimo, ed una civetta plana veloce e ghermisce il topolino a pochi centimetri da Pallino, e vola via con la preda tra gli artigli. Io spalanco occhi e bocca. Pallino è confuso, non ha realizzato e si guarda attorno per vedere dove sia finita la sua preda giocattolo. Il topolino è l’unica vera vittima di tutta questa storia, come se quella mattina in un modo o nell’altro la sua sorte fosse già stata ineluttabilmente segnata. Io probabilmente sono il più fortunato di tutti, sicuramente più della civetta, che ha solo soddisfatto una sua naturale necessità. Sparisce in un attimo, non la trovo più nel cielo, ed ecco che mi rendo conto che posso modificare il ricordo. Forse è una delle rare volte in cui compio questa operazione consapevolmente. Ne modifico solo lo svolgimento, non la realtà del fatto. E faccio posare la civetta sulla vigna che dista un centinaio di metri, e la faccio consumare velocemente il suo pasto. Voglio esagerare, e la faccio rivolare verso Pallino, quasi a sbeffeggiarlo per il furto subito. La civetta stride acutamente, Pallino la guarda ed alza le spalle sprezzante, tanto sa che ha una ciotola di croccantini che lo aspetta. La civetta, divertita, se ne va. Spengo il ricordo, quello originale di cui ho modificato il finale. E per l’ennesima volta benedisco il potere della mente.

Pubblicato in delirio | 13 commenti

Delirio del Venerdi

DELIRIO DEL VENERDI
Piove, piove forte. Stamattina la campagna che percorrevo in auto sembrava sospesa, come se ogni essere vivente si stesse riparando. Pensavo di saltare questo delirio, non ne ho voglia, ed odio dover fare, preferisco il voler fare. Non so se queste parole resisteranno. Se le state leggendo significa cha alla fine non le ho fatte sparire con un click, o meglio, con la pressione del polpastrello del mio dito indice. Potere della tecnologia. Sono reduce da una avvilente diatriba commentatoria su repubblica, per un fatto di utero in affitto e conseguente sottrazione di un bambino di 18 mesi ai genitori. Avvilente perchè quando mi scontro con chi predica la morale sto male. Avvilente perchè esistono persone che pretendono che tutti, per la morale, si debbano attenere a quello che loro giudicano tale. E purtroppo queste persone spesso ci governano. Tutti indicano paesi in cui dicono la libertà è violata, dimentichi che molto spesso anche da noi la libertà viene sottomessa ad una morale che non necessariamente è sempre un valore collettivo. Non mi riconosco più granchè in questo mondo, e forse il fatto di non aver visto vita diversa da quella umana, stamattina, mi ha reso ancora più avvilito. Forse Orwell ha solo sbagliato data, anticipandola un po’, ma l’uomo sta scadendo, perchè sempre meno pensa e sempre più fa pensare altri al suo posto. E chi si ritrova invece con pensieri che giudica oggettivamente coerenti, ma in disaccordo con il pensiero “comune” si accorge di avere pochi alleati, ma soprattutto si accorge che si è persa la capacità di ascoltare e dopo di ragionare. Io non ho punti fermi, ma ho punti in evoluzione, in costante movimento. E non lo giudico un difetto. Il dubbio mi abita da sempre, e le certezze sono messe in dubbio in continuazione. Non voglio che le cose che affermo siano considerate acriticamente, perchè altrimenti sarebbero sminuite. Non propino verità, ma semplicemente intuizioni, e per questo spesso assolutamente grezze. Certo prendo posizione, ma lo faccio quando ne so abbastanza, non per simpatia. Sbaglio, spessissimo sbaglio, ma se lo si riconosce, l’errore, non si può che migliorare. E’ avvilente che molti parlino per slogan, avvilente. Teniamoci stretti le nostre discussioni, anche accese, in cui mettiamo in campo cuore e cervello. Ma soprattutto non dobbiamo avere paura di poter cambiare idea, se avviene perchè ci abbiamo ragionato, e non perchè ce lo dicono. Piove, piove forte. Forse il sole non lo meritiamo.

Pubblicato in delirio | 6 commenti

Delirio del Venerdi

DELIRIO DEL VENERDI
Disequilibrio, più per fonia disallineata che altro. Il grigio aiuta, che sono i colori a rendere più evidente lo squilibrio. Vista ed udito associati in un disagio? In effetti le sinergie dei sensi le scopriamo spesso con sorpresa quando accadono. Eppure sono evidenti. Il profumo di pane appena sfornato non attiva immediatamente tutti gli altri quattro sensi? Ci immaginiamo con un tiepido e croccante panino in mano mentre un suo pezzo è in bocca a regalarci illusorie sinfonie di gusto. Straordinari sensi. A quale dei cinque rinuncereste con meno difficoltà? La vista. No, non potrei farne a meno, perchè quasi ogni mio pensiero è abbarbicato a qualche ricordo visivo, od a qualche vista in tempo reale. L’olfatto. Gli odori hanno una capacità incredibile di risvegliare ricordi. Come potrei rinunciare al profumo del pane di prima, e come potrei sopportare l’appiattimento di qualunque sapore. Il gusto. In effetti lui e l’olfatto sono come Yoghi e Bubu, o come Stanlio ed Olio. Inseparabili. Se pensate che il cibo sia uno dei piaceri della vita, a quei due non potete rinunciare. Il tatto. Far diventare qualunque cosa uguale ad un altra nel momento in cui la si tocca. Perdere il senso di un fianco femminile, o di un seno (per le gentili lettrici invito a trasporre, se necessario, l’immagine verso l’altro sesso, così come ai gentili lettori con predilezione diversa dalla mia). Non distinguere il caldo dal freddo, l’asciuto dal bagnato. Non sentire il posarsi di un bacio. L’udito. Ecco, così senza pensare forse sarebbe il mio candidato in una disgraziata scelta. Ma non sentire più il piano di Rachmaninov, o Shine on you crazy diamond dei Pink Floyd. Non sentire più il litigare delle cinciallegre, od il richiamo del pettirosso nelle fredde giornate invernali. Non sentirsi sussurrare parole d’amore. Non sentire più Brunetta o la Santanchè, nè idiozie sparse a ritmo costante. Non sentire più verità, ma anche bugie. Si, ognuno è fatto alla sua maniera, ma forse questo senso è quello con maggiori controindicazioni dal mio punto di vista. Per cui se dovessi, se proprio dovessi scegliere, penso che farei a meno di lui, e mi terrei gli altri quattro. E mi chiedo se davvero poi vorrei imparare a leggere le labbra.

Pubblicato in delirio | 5 commenti